Cotignac
Francia,  Provenza

I marron glacé, la certosa e un angolo di Provenza

Viaggio in Provenza: 1a puntata.

I marron glacè erano i dolci preferiti di mia madre, che con poca fantasia le regalavo ad ogni ricorrenza.

Per le mie scarse finanze costavano un’occhio della testa. Con il passare degli anni non è che la situazione sia cambiata: le mie finanze sono rimaste scarse e quegli zuccherosi bonbon sono sempre piuttosto cari.

Comunque non rientravano nella mia bucket list (lista delle cose da fare prima di morire). Non per taccagneria, non mi piaceva la consistenza e che si ancorassero tenacemente ai denti, talvolta si appiccicavano alla conca del palato tanto da richiedere una poco elegante azione meccanica per liberarmene.

Adesso mi piacciono ed anche parecchio. E’ come questa cosa della consapevolezza, ad un certo punto ti svegli illuminata. Ad un certo punto abbastanza in là con gli anni.

marron glacé

Ecco, ho riscoperto i marron glacé qui in Provenza e adesso te lo racconto, ma prima devo divagare con informazioni di vario genere, perché a luglio fioccano richieste come l’ultima neve d’ inverno. Neve che cade quasi ovunque, tranne che qui.

Vorrei fare un giro in Provenza

Cosa mi consigli di vedere?

Questa richiesta arriva puntuale ogni anno, quando le temperature oscillano dai 34° ai 38°. Non c’è una data, c’è solo una temperatura.

Di solito tentenno e rispondo a spizzichi, ma oggi ho avuto un’intuizione, che è un po’ come la consapevolezza di cui parlavo prima. Scrivo un articolo e con un unico sforzo accontento più persone.

Avrei potuto farlo anche prima ma non mi distinguo per genialità, figuriamoci con questo caldo!

Ma dove in Provenza?

La regione PACA, acronimo di Provence-Alpes-Côte d’Azur, si estende dal mar Mediterraneo alle Alpi ed occupa una superficie di 31.400 kmq.

Così, per dire, la Lombardia occupa una superficie di 23.844 kmq.

mappa Provenza

A questo punto dovresti avere capito che è necessario fare una scelta e la farò tenendo in considerazione che vorrai andare anche in Costa Azzurra, ovviamente nel periodo in cui ci vanno tutti.

Costa Azzurra, quella vera

Come faccio a consigliarti qualcosa da vedere a luglio e ad agosto nella Costa Azzurra che intendi tu?

In quel limbo di terra che va da Menton a Cannes non ci sono mai stata nei mesi più gettonati dai turisti, ma credimi se ti dico che oltre a quella zona che è bellissima da settembre a giugno, c’è molto di più.

Non l’avresti mai detto, ma la Costa Azzurra include tutto il dipartimento del Var e parzialmente le Bouches-du Rhône per un totale di 250 km, quasi interamente affiancati dal bellissimo Sentier du Littoral, percorso pedestre e in ampi tratti anche ciclabile.

Esterel, rosso cuore

Esterel costa azzurra
Esterel

Quel tratto di costa che inizia a Mandelieu la Napule, subito dopo Cannes, dove le rocce rosse della montagna Esterel si tuffano decise nel blu intenso del mare, lo consiglio sempre.

Perché a quella vista il mio cuore fa un triplo salto carpiato che potrebbe fare invidia a quelle rocce.

Si estende fino a St. Raphael, ma ti consiglio di percorre anche il solo tratto fino ad Agay.

Poi potresti proseguire fino a Ramatuelle attraversando gli splendidi vigneti con le sfarzose Domaine sparse qua e là.

Il villaggio è delizioso, offre una spettacolare vista sulla baia e soprattutto si può assaggiare la più indimenticabile delle Tarte Tropézienne evitando la calca di Saint-Tropez.

Non hai mai abbracciato un eucalipto? E’ arrivato il momento di farlo. A Royal-Canadel-sur Mer assolutamente da visitare il giardino mediterraneo Domaine du Royal. Forza, vai ad abbracciare quella nobile pianta con le fronde che oscillano nel vento.

Eucalipto – Domaine du Royal

Ed infine, l’imperdibile villaggio medievale di Bormes-les-Mimosas. Sarebbe preferibile andarci per la fioritura della mimosa, dove è prevista anche una sfilata di carri fioriti, ma in qualunque momento scoprirai degli angoli acchiappa foto.

Ho scritto infine, perché ora finalmente potrò parlarti di…

Collobrières, la Chartreuse de la Verne e i marron glacé

Hai presente quando devi partire e nascondi qualcosa di valore, perché non si sa mai?

Io ci ho messo due anni a ritrovare gli orecchini mimetizzati dietro le crocchette del gatto. Ma mi consolo, la mia vicina ha ritrovato dei soldi in una vecchia caffettiera.

Con la Chartreuse de la Verne è un po’ la stessa cosa. Uno scrigno prezioso nascosto là in cima, da qualche parte. Non trovo mai la strada per arrivarci, ma io non faccio testo.

Questo imponente monastero, fondato nel 1170, è racchiuso da una foresta di querce e castagni ed è situato a 700 metri di altitudine a soli 20 km dalla costa.

Dal 1983 ospita una comunità di monaci di Betlemme ma è aperto alle visite. L’ingresso costa 6€.

Certosa de la Verne
Certosa de la Verne

Collobrières, il villaggio delle castagne, mi ha incantato ancora prima di sapere del gelato ai marron glacé e di scoprire una trattoria degna di nota. Si, ho scritto proprio trattoria, non bistrot o brasserie, perché di questo si tratta. Finalmente.

Per degustare il mitico gelato ti segnalo la Confiserie Azuréenne, nel centro del villaggio di fronte al Pont Vieux, dove è anche possibile visitare il piccolo museo che ripercorre la fabbricazione della crema di marroni, l’ingresso è libero.

Ci sono diversi ristoranti, a me è piaciuto “La petit fontaine” con cucina famigliare e prodotti del territorio. A fine pasto, prima del dolce, sul tavolo viene messo un barattolo contenente fondi di formaggio annegati nel Marc (una sorta di grappa). Disgustoso e puzzolente. O forse no. Crea dipendenza.

Collobrières ristorante
Collobrières

Ti aspetto a Cotignac

Cotignac panorama

Cotignac è il tipico villaggio di Provenza con le persiane colorate, l’enorme piazza con i bistrot ombreggiati dai platani e, alle spalle, una sorprendente parete di tufo. Bello, merita una visita. E poi… ci abito io.

Esattamente 10 anni mi stavo domandando cosa ci facessi in questo sperduto villaggio dove il vento era così gelido e così impertinente da attraversare i vestiti ed arrivare fino alle ossa. Cercavo una casa in Provenza, ma non avevo ancora pensato che potesse essere proprio qui.
Lasciato alle spalle il viale di platani e una piazza deserta con tutti i locali chiusi, ho proseguito fino alla piazza del municipio. Nessuna impresa epica, vista la minuscola dimensione del villaggio. E che quello era il municipio l’ho scoperto solo dopo.
L’occhio cadde sull’insegna rossa “salon de the” e dalla parte opposta della scalinata una porta si apriva su una stanza con abbigliamento vintage appeso ovunque, ceramiche ed oggetti vari ed infine una lavagna con una lista di sandwich.

Io non parlavo francese ma la proprietaria, un’eccentrica signora polacca che si esprimeva con qualche parola inglese e storpiava qualche parola in italiano, mi ha raccontato di avere 70 anni, di abitare a Cotignac da un paio di anni, ma con la voglia di ripartire e riprendere il suo vagabondare. Abbiamo chiacchierato parecchio e credo di aver mangiato uno dei panini multistrato più incredibili della mia vita, però non chiedermi cosa ci fosse dentro, non sono riuscita a capirlo.

Quella signora con gli occhi vivaci mi ha insegnato che qui il vento si chiama per nome, Mistral, che il sole è spesso tiepido anche in inverno, che le cose belle sono ovunque, basta guardarle con occhi sorridenti, che camminando lentamente si assapora il viaggio e lei di viaggi ne aveva fatti tanti, nel mondo e nella vita.
Dopo un anno e molte case visitate, sono tornata a Cotignac, ma lei non c’era più. Era ripartita, forse tornata in Polonia. Il locale è rimasto vuoto per lungo tempo, poi hanno aperto un bistrot.
L’insegna, invece, è sempre rimasta lì, a ricordarmi quell’incontro.

Arrivando al villaggio la prima cosa che incontri, dopo aver percorso chilometri di strade costeggiate dai vigneti, è la grande terrazza sul Cours Gambetta, dove si trova il primo ed il più imponente dei lavatoi di Cotignac.

Purtroppo i turisti di passaggio si fermano spesso nella prima piazza, ma proseguendo per la Grand Rue, che di grande non ha nulla, si arriva nella piazza della torre civica.

Adesso alza lo sguardo 🙂

A fianco del municipio c’è la scalinata che conduce al vecchio villaggio troglodita, incastrato nella scenografica falesia dove è possibile visitare le grotte.

Io, fossi in te, mi lascerei sorprendere dai numerosi vicoli e sentieri. Ti do un suggerimento: se percorri le stradine in salita, avrai la possibilità di accarezzare con lo sguardo i tetti di Cotignac ed in pochi minuti di arrivare sull’altopiano dove le due torri fanno da sentinelle.

Prenditi tutto il tempo, io ti aspetto qui sotto per bere insieme un pastis. O un bicchiere di vino rosé ghiacciato.

Cotignac piazza torre civica

Cosa vedere nei dintorni

L’Abbazia di Thoronet è una delle tre grandi abbazie cistercensi della regione. La perfezione delle proporzioni regala un’acustica sorprendente che accoglie parecchi spettacoli musicali. E’ di una bellezza struggente, la più bella delle tre. Ma io sono un filo campanilista.

Proseguendo verso le Gole del Verdon si attraversa Sillans-la-Cascade, un incantevole paesino fortificato.

Seguendo un breve sentiero si arriva alla terrazza che si sporge a sbalzo sulla festosa cascata che si tuffa nella laguna sottostante. Però in estate è spesso carente d’acqua.

Imboccando il sentiero in discesa, dopo circa 15 minuti si arriva alla laguna blu, più spesso verde, talvolta verde-blu. La massima rappresentazione della natura è proprio qui, dove le radici intrecciate degli alberi si allungano nell’acqua.

Salernes è conosciuto per le terrecotte artigianali di ottimo pregio, esposte nel bel museo Terra Rossa o interpretate in modo molto originale nei numerosi atelier del villaggio. Ma la Piscina Naturale è una cosa unica nel suo genere e merita un bagno rinfrescante.

piscina naturale Salernes
Piscina Naturale Salernes

Ho dato per scontato che resterai in Provenza almeno una settimana, ma ne dovrai mettere in cantiere parecchie altre perché questa è solo la prima puntata di un lungo viaggio.

A bientôt

4 Comments

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    Patrizia

    Ho letto con piacere il tuo reportage. Adoro la Provenza, la Costa Azzurra ecc ecc, ho avuto la fortuna di trascorrere periodi di vacanza e viaggi, ma… non sono stata a Cotignac continuerò a leggerti con piacere, e progetterò prossimi viaggi… grazie
    Un abbraccio
    Patrizia

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    Monica Pisani

    Descrizione bella e intrigante. Penso che verrò, ampliando un po’ il viaggio, ma, non prima dell’autunno.

    • Avatar
      Viviana

      Monica, che bello, avrò il piacere di conoscerti! L’autunno è una stagione dolcissima, le temperature sono tiepide, piove pochissimo e sicuramente non c’è ressa.

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