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Francia,  IN VIAGGIO

La Corsica, il deserto, le vacche

…e la consapevolezza tardiva.

A volte mi sembra di percepire il ticchettio del mio orologio biologico, che ovviamente non è associato a questioni di fertilità, ma al tempo che scorre troppo in fretta… tic, tac, tic, tac…

Ogni tanto mi prende la voglia di fare qualcosa di singolare, manco fossi un barbuto quarantenne in crisi di mezza età. A qualcuno può sembrare un colpo di testa, per me si tratta di libertà di espressione; ma si sa, più si diventa vecchi, più si diventa imprevedibili. Tic, tac, tic, tac….

Il mio primo viaggio con lo zaino in spalla.

Per i miei 54 anni avevo pensato di regalarmi un breve viaggio, ma l’idea iniziale era molto diversa dall’avventura che mi avrebbe cambiata profondamente.

Erano giorni di freddo e di pioggia incessante, maggio stava terminando ed avevo programmato di partire la settimana successiva, ma ancora non sapevo per dove!

Mi piace camminare, mi rimette in contatto con la terra e con le cose essenziali, mi libera da paranoie mentali e mi permette di ascoltare i miei pensieri ed il mio corpo.

Così, senza rifletterci troppo, ho deciso di fare un circuito di trekking, da sola e con lo zaino in spalla. Mai fatto prima, soprattutto viaggiare con lo zaino. È meglio essere chiari, l’idea non era quella di compiere un’impresa epica, ma di misurarmi con qualcosa di nuovo.

Per una serie di circostanze, compresa la speranza di trovare un clima migliore, la scelta è caduta sulla Corsica, che non avevo mai visitato e che avrei potuto raggiungere in traghetto da Tolone.

Il deserto dell’Agriate

Alt, ridimensiono subito la tua immaginazione. Per deserto si intende una grande estensione disabitata e poco frequentata, quindi non solo sabbia. E in effetti, il deserto dell’Agriate è ricco di vegetazione.

Per circa 50 km infatti, la strada offre un susseguirsi di paesaggi lunari: macchia a perdita d’occhio e montagne desertiche. 
Non vi è niente che disturbi lo sguardo, in quanto le case presenti possono contarsi sulle dita di una mano. 

Arrivata a Bastia mi sono trasferita in pullman a Saint Florent, dove ho prenotato un hotel semplice ma molto carino. Secondo te ho considerato la posizione? Ovviamente no, a tre chilometri dal centro e a sei dalla partenza del sentiero che si trova dalla parte opposta del villaggio.

Andata e ritorno dall’hotel al villaggio almeno un paio di volte, sotto l’acqua, con il sole, poi ancora pioggia, ma lo rifarei ancora mille volte, compreso il ristorante scelto per la sera, con vista sul tramonto e sul porticciolo.

St. Florent – Corsica

Per i pernottamenti successivi avevo prenotato:

  • un posto letto nell’unico campeggio di Saleccia, alla cieca… perché non mi avevano mai risposto, ma fiduciosa di trovare un posto letto e di poter acquistare generi alimentari per i due giorni successivi;
  • una notte in un antico rifugio di pastori “Les Paillers (Ghignu)“, ristrutturato, ma senza acqua potabile e corrente;
  • un pernottamento nel campeggio di Ostriconi e finalmente una doccia calda. O almeno così credevo.

L’ultimo giorno, trasferimento a Ile Rousse e rientro in treno a Bastia per l’imbarco di ritorno.

Inizia l’avventura: Saleccia

Probabilmente è fuori luogo, però mi sentivo intrepida come una novella Indiana Jones baciata dal sole per tre giorni consecutivi …a venire!

Alla partenza di quello che io credevo il sentiero, ho incontrato una turista che mi ha proposto di percorrere insieme il primo tratto, fino alla spiaggia di Lotu.

Lei attrezzata di cartina appesa al collo, bussola e gps (per un escursione di poche ore!), mi ha condotto all’inizio del sentiero che io mai avrei trovato, continuando ad arrancare sotto lo zaino e con una mappa presa all’ufficio turistico.

Dopo qualche chilometro ho proseguito da sola assaporando tutto quel paesaggio, l’incredibile blu del mare, gli arbusti profumati e le dune di sabbia abbagliante.

spiagge Saleccia e Lotu
Spiaggie Lotu e Saleccia

Già, le dune. Non so quante ne ho attraversate per arrivare al campeggio. Pensavo bastasse arrivare alla spiaggia di Saleccia, dove però non ci sono indicazioni e dove i turisti che arrivano in barca non sapevano.

Finalmente, stanca ed affamata, ho varcato la soglia del camping, molto ma molto spartano. Aperto da pochi giorni, lo stavano sistemando per un cambio di gestione.

Ho ordinato una pizza largamente pubblicizzata all’ingresso, ma il forno elettrico aveva smesso di funzionare, il market era chiuso e comunque anche semivuoto, ho quindi mangiato una strana pasta alla carbonara preparata dai gestori ed ho dormito su una branda senza lenzuola o coperte.

Durante la notte mi sono risvegliata diverse volte con il pensiero del pernottamento successivo in un rifugio per pastori completamente deserto. Proseguire? Tornare indietro? Ansia …o carbonara?

Ghignu e le vacche

La mattina successiva, carica di un magro bottino alimentare (non c’era scelta: insalata di tonno in scatola, galette di riso, tre bottiglie di acqua) ho trovato una splendida spiaggia lambita dal mare azzurro occupata solo da … qualche vacca.

Tutto quello spazio immenso e splendido mi ha colmato di buon umore. Ho incontrato bovini per tutto il tragitto; in tarda mattinata ho “banchettato” alla spiaggia di Trave, non accorgendomi di un giovane toro che si stava avvicinando curioso.

Ho avuto i sudori freddi finché la sua curiosità è svanita ed è passato oltre, ma l’emozione che non riesco a dimenticare è quella sensazione di profonda solitudine, di abbandono che ho provato solo per un attimo su quella spiaggia deserta: angosciante, intensa e indimenticabile.

Dopo aver attraversato il solito fiume che separa la spiaggia dalla radura, sono arrivata nell’agglomerato Les Paillers di Ghigno. Eccolo il luogo che mi metteva ansia: piccole casette in sasso, senza servizi e con giacigli in pietra. Il paradiso è qui!

Paillers Ghignu
Les Pailler di Ghignu

Un luogo incantato, con un guardiano rintanato nella sua abitazione ed una coppia che pernottava a 200 mt. dalla mia sistemazione. E, ovviamente, bovini ovunque.

Mi reputo una persona coraggiosa, ma questo non vuol dire che non abbia paura: semplicemente l’affronto. E pensando al giorno successivo qualche paura l’avevo; mi aspettava il tratto più lungo ed impegnativo ed era previsto brutto tempo. Invece…

Verso Ostriconi attraverso le montagne

Una giornata iniziata con il sole e un sentiero che discosta lentamente dal mare per salire in vetta. Ormai lo zaino non mi pesava più e mi sentivo piena di energia; ero perfettamente calata nella parte di un’avventurosa esploratrice, mi immaginavo solcare le vette con le cosce tornite ed il passo deciso.

Ma era appunto un sogno, o forse un miraggio visto che l’acqua cominciava a scarseggiare; le cosce ed il passo erano quelli del giorno precedente.

Ostriconi Agriate
verso Ostriconi

Ho detto acqua? Nel pomeriggio arrivò la pioggia e poi il diluvio. Sapevo che il traguardo non era lontano, dovevo solo valicare le dune di sabbia ed attraversare l’ennesimo fiume, con l’acqua alta fino al mio ombelico.

Sognavo una doccia bollente, tanto che lo squallore della stanza è passato in secondo piano. Ma lo scaldabagno non funzionava, la doccia era fredda e mi sono dovuta scaldare con il phon. Poco dopo è tornato il sole.

Il ricordo più bello…

.. è la sensazione di avercela fatta, di essermi messa alla prova, di essermi sentita invincibile e fiera di me stessa. Ho incontrato parecchi imprevisti, perché se nel lavoro mi trovo a pianificare, nella vita improvviso molto.

Ho camminato senza fretta, concentrandomi sul percorso e non sull’obiettivo, e sul fatto che ogni passo fosse un miglioramento. Gli avvenimenti inattesi mi hanno divertita e fatto apprezzare gli aiuti casuali.

E’ stato il primo passo per riprendere in mano la mia vita; non mi sono più fermata, ho continuato a camminare sui sentieri e nella vita verso una versione migliore di me stessa.

Ed ho imparato a non avere paura che non ci siano segni a indicare la via.. I segni ci sono sempre, siamo noi, per fretta, confusione o convenienza, che spesso non li vediamo.

Quando mi libero da quello che sono, divento quello che potrei essere (Lao Tzu)


Mancano pochi giorno al mio prossimo compleanno e sto programmando un viaggio in Scozia, da sola e con zaino in spalla. Tanto alla pioggia ci sono abituata… e potrei avere la fortuna di incontrare Nessie, la creatura leggendaria 😉

Ho quasi 55 anni, mi piacciono le esperienze che mi fanno superare i miei limiti e non ho quasi più mangiato tonno in scatola.

vacche saleccia corsica
Ile Rousse

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